Cos’è la Tecnobody e come vengono usati i suoi macchinari in riabilitazione

Scopri cos'è Tecnobody, come funziona la pedana propriocettiva Prokin e quali strumenti diagnostici si usano nei percorsi di riabilitazione.

Se hai mai fatto fisioterapia per un ginocchio operato, una distorsione di caviglia o un problema di equilibrio, è probabile che tu abbia già usato — senza magari saperlo — un macchinario Tecnobody. Pedane che oscillano sotto i piedi, schermi che analizzano il passo in tempo reale, sedute che misurano il controllo del bacino: sono strumenti diventati uno standard in molti centri di riabilitazione e medicina dello sport in Italia e nel mondo.

Questo articolo spiega cos’è Tecnobody, quali sono i suoi macchinari principali e, in particolare, come funziona Prokin, il sistema più diffuso per la valutazione e l’allenamento propriocettivo.

Tecnobody cos’è: l’azienda e la filosofia dei suoi strumenti

Tecnobody è un’azienda italiana, con sede a Dalmine, in provincia di Bergamo, specializzata nella progettazione e produzione di macchinari per la riabilitazione, la valutazione funzionale e l’allenamento sportivo. I suoi sistemi sono interamente prodotti in Italia e vengono utilizzati sia in ambito clinico (centri di fisioterapia, ospedali, studi ortopedici) sia in ambito sportivo, per la preparazione atletica e la prevenzione degli infortuni.

L’idea alla base di tutta la gamma Tecnobody è unire due funzioni che tradizionalmente venivano trattate separatamente: la valutazione oggettiva del movimento (misurare con precisione equilibrio, forza, mobilità) e l’allenamento mirato a migliorare esattamente ciò che la valutazione ha individuato come carente. In altre parole, gli stessi macchinari che misurano un deficit sono anche quelli usati per correggerlo, con la possibilità di monitorare i progressi nel tempo attraverso dati oggettivi.

I macchinari Tecnobody per la riabilitazione: una panoramica

La gamma Tecnobody comprende diversi sistemi, ciascuno pensato per un aspetto specifico della valutazione o dell’allenamento funzionale:

Macchinario

Funzione principale

Prokin

Pedana propriocettiva per la valutazione stabilometrica e l’allenamento dell’equilibrio

Walker View

Tappeto sensorizzato con specchio digitale per l’analisi del cammino e della corsa

D-Wall

Sistema con telecamera 3D per il riconoscimento del movimento e l’allenamento funzionale interattivo

Balance Trunk

Seduta per la valutazione e l’allenamento del controllo del bacino e del tronco

Postural Bench

Strumento per la valutazione e la rieducazione posturale

Functional Line

Linea di attrezzi per l’allenamento funzionale integrato al sistema di valutazione

Smart Gravity

Sistema per il lavoro sul controllo del carico corporeo

Ogni macchinario può essere usato singolarmente oppure integrato con gli altri, così da costruire un percorso che copre l’intera catena cinetica: dal singolo arto (caviglia, ginocchio) al tronco, fino al gesto motorio complesso.

Prokin cos’è: la pedana propriocettiva per la valutazione e l’allenamento

Prokin è probabilmente il macchinario più noto e diffuso di tutta la gamma Tecnobody, tanto da essere diventato quasi sinonimo di “pedana propriocettiva” nel linguaggio comune di molti fisioterapisti.

Come funziona la pedana propriocettiva

Prokin è costituito da una pedana mobile collegata a un sistema elettro-pneumatico che ne regola la stabilità. Un sensore rileva gli spostamenti angolari del paziente mentre si muove sulla pedana, e trasferisce i dati a un computer che li elabora e li visualizza sotto forma di traccia cinestesica sullo schermo. In pratica, il sistema misura con precisione come il corpo reagisce a un appoggio instabile — un’informazione preziosa sia per valutare un deficit sia per allenarlo.

Il modello di punta, Prokin 252, offre 50 livelli di instabilità regolabili elettronicamente, mentre i modelli più compatti (Prokin 212 e Prokin Easy) offrono rispettivamente 20 e 10 livelli, per adattarsi a contesti clinici diversi, dal centro ospedaliero specializzato allo studio di fisioterapia più piccolo.

Le modalità di utilizzo di Prokin

La pedana può essere impostata in diverse configurazioni, a seconda dell’obiettivo clinico:

  • Statica: valuta l’oscillazione del centro di pressione del paziente in una situazione ferma, utile per una stabilometria di base.
  • Dinamica monopodalica a carico controllato: particolarmente indicata dopo distorsioni di caviglia, lesioni del legamento crociato del ginocchio o protesi d’anca.
  • Dinamica bipodalica: utile per valutare e allenare la gestione dell’instabilità con entrambi gli arti.
  • Con controllo del tronco: grazie a un modulo dedicato, permette di allenare e valutare anche l’area pelvica in posizione seduta, utile per il lavoro sulla stabilizzazione lombare.

Un accessorio importante è il sensore tronco, un inclinometro applicato al busto del paziente durante gli esercizi: permette di verificare se la persona controlla davvero il movimento con caviglia, ginocchio e anca, oppure se compensa con il busto una postura scorretta — un’informazione che altrimenti sarebbe difficile da rilevare a occhio nudo.

Valutazione e training in un unico strumento

Ciò che distingue Prokin da un semplice attrezzo da palestra è la componente di valutazione oggettiva. Il software integrato propone test a difficoltà crescente — dal test dell’equilibrio bipodalico fino al test monopodalico a carico totale — che permettono al fisioterapista di quantificare con precisione le condizioni propriocettive del paziente prima, durante e dopo il percorso riabilitativo. Sono inoltre disponibili numerosi esercizi (“giochi” riabilitativi) pensati per mantenere alta l’attenzione del paziente durante le sedute che, altrimenti, potrebbero risultare ripetitive.

Strumenti diagnostici per la riabilitazione: valutare prima di allenare

Oltre a Prokin, altri strumenti Tecnobody sono pensati specificamente per la fase di valutazione diagnostica, propedeutica a qualunque programma di allenamento. Walker View, ad esempio, permette di analizzare in tempo reale la qualità del cammino e della corsa, rilevando lunghezza, velocità e simmetria del passo, oltre al range di movimento delle articolazioni coinvolte. D-Wall, grazie a una telecamera 3D, riconosce fino a 16 articolazioni del corpo in tempo reale, permettendo di valutare il gesto motorio in modo dettagliato e di costruire esercizi funzionali interattivi calibrati sui risultati.

Questo approccio — valutare con dati oggettivi prima di intervenire — è centrale nella filosofia Tecnobody: invece di proporre esercizi generici, il professionista può costruire un programma davvero su misura, basato su ciò che la valutazione ha effettivamente rilevato.

In quali percorsi riabilitativi si usano i macchinari Tecnobody

I macchinari Tecnobody, e in particolare Prokin, trovano applicazione in diversi contesti clinici:

  • Riabilitazione post-distorsione di caviglia: per ricostruire la propriocezione persa dopo il danno ai legamenti.
  • Riabilitazione del ginocchio: dopo interventi al legamento crociato anteriore o protesi, per recuperare stabilità e controllo neuromuscolare.
  • Riabilitazione dell’anca: dopo interventi di protesi, per un lavoro propriocettivo mirato.
  • Ambito neurologico: per pazienti con problematiche di equilibrio legate a patologie del sistema nervoso centrale.
  • Medicina dello sport: per la valutazione e l’allenamento propriocettivo di atleti, con un focus sulla prevenzione degli infortuni e sul ritorno sicuro all’attività dopo un trauma.

App e Cloud: monitorare i progressi nel tempo

Un aspetto che differenzia i sistemi Tecnobody più recenti è l’integrazione con app e cloud dedicati. Attraverso una chiave personale (TecnoBody Key) o l’app associata, paziente e professionista possono monitorare nel tempo i progressi, confrontare i risultati dei test successivi e adattare il programma riabilitativo in base ai dati raccolti, anziché basarsi solo sulla percezione soggettiva del miglioramento.

Domande frequenti sugli infortuni alla caviglia

Tecnobody cos’è, esattamente? 

È un’azienda italiana che produce macchinari per la valutazione funzionale, la riabilitazione e l’allenamento propriocettivo, utilizzati sia in ambito clinico che sportivo.

Prokin cos’è nello specifico? 

È la pedana propriocettiva più diffusa della gamma Tecnobody, usata sia per valutare in modo oggettivo l’equilibrio e la propriocezione di un paziente, sia per allenarli attraverso esercizi a difficoltà progressiva.

A cosa serve una pedana propriocettiva? 

Serve a ricostruire la capacità del corpo di percepire la propria posizione nello spazio, spesso compromessa dopo un infortunio articolare, e a prevenire recidive e nuovi infortuni attraverso un allenamento specifico dell’equilibrio.

I macchinari Tecnobody si usano solo dopo un infortunio? 

No. Sono utilizzati anche a scopo preventivo, in particolare in ambito sportivo, per individuare deficit propriocettivi prima che diventino un fattore di rischio per un infortunio.

Che differenza c’è tra Prokin e gli altri macchinari Tecnobody? 

Prokin è specifico per la valutazione e l’allenamento dell’equilibrio e della propriocezione degli arti inferiori. Altri strumenti della gamma, come Walker View o D-Wall, si concentrano invece sull’analisi del cammino, della corsa o del gesto motorio complesso.

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